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DONT’ need A TITLE

DON’T NEED A TITLE

E’ iniziata la primavera e il salone del Mobile. Prima tappa, la Triennale dove i playmakers di quest’anno sono: Panerai, Azimut e San Lorenzo, Marinelli Luce e MINI.  Tutti brand di un certo spessore, ma è su quest’ultimo che si concentra la maggior parte dell’attenzione. MINI presenta la mostra Don’t Need A Title che narra la storia di una delle più importanti icone dell’automobilismo per le quali non serve appunto un titolo ma basta il nome MINI. E non solo, in un viaggio esperienziale attraverso il passato, il presente e il futuro. La Mini ha cambiato il mondo delle auto da sempre: è icona di lifestyle, simbolo di stile, osannata da artisti, personalizzata da stilisti, guidata da popstar, dandy, modelle e attori. No importa il modello , il colore, l’età, l’importante è che sia la britannica. La loro mission? Guardare il mondo sempre da nuove prospettive, modificare il concetto di mobilità urbana risolvendo i problemi con intelligenza, creatività e style. Nella mostra è presente anche ciò che sarà il futuro dell’auto motiv ma anche dei rapporti fra i consumatori che mano a mano diventeranno sempre di più dei prosumer, capaci di interazioni molto più strette con l’azienda e creatori di valori condivisi. E allora si apre la scommessa: se le MINI di domani fossero in grado offrire un’esperienza unica e personalizzata pur essendo in comproprietà? La risposta è MINI VISION NEXT 100. In un’ottica di sharing economy la nuova generazione di tecnologie consentirà all’auto di restare sempre “tua”. Alcuni componenti esterni si trasformeranno per adattarsi al proprio gusto e accogliere il conducente con un saluto personalizzato al suo arrivo. Il Cooperize è uno strumento circolare colorato e traslucido, posto al centro dell’auto: è il cuore e la mente della MINI e comunica con il conducente tramite dinamici cambi di colore. Una macchina sempre più social, una “vision car”, capace di mettere in contatto tante persone pur rimanendo custom.

Regali di Natale unici (parte 2)

Vai alla prima parte

Per quelli in fissa con le foto

Con l'avvento di Instagram siamo diventati tutti provetti fotografi. Nei gruppi di amici c'è sempre quello che ha deciso di intraprendere questa carriera spinto dai like e dall'amore per la camera.

Per i fenomeni della macchina fotografica love in wood ha creato un packaging interamente in legno pensato esclusivamente per i fotografi.

Scatole portafoto o confezioni per chiavette tutte personalizzabili daranno un tocco in più alle istantanee dei vostri amici. 

https://www.facebook.com/LoveInWoodStore/

Gli amici che non escono di casa se non sono perfetti

Questa categoria è parecchio complessa da gestire. A chi non è capitato dover soccorrere un'amica a cui si era rotta la piastra?

Ultimamente anche i maschietti stanno scoprendo i benefici della cura personale e tra creme e cremine non è sempre facile trovare il prodotto giusto. Ecco perchè vi consiglio di puntare su un prodotto naturale come Mark face and body che propone scrub adatti a tutti, profumati al cocco, all'anguria, all'arancia, sono perfetti per ogni tipo di pelle, lasciano un effetto vellutato e sono una coccola aromaterapica molto rilassante.

https://www.markscrub.it/ 

Per gli amanti dell'arredo

Non andate mai a trovare questi adorabili amici. Tazzine pregiate e divani all'ultimo grido sono la loro ossessione. Per una tazzina scheggiata si rischia il linciaggio!

Per farvi perdonare tutte le volte in cui accidentalmente avete fatto cadere le loro pregiate statuine costruite da un artigiano messicano ho un regalo che calza a pennello. Le ceramiche Maremoro sono tra quei prodotti da tenere d'occhio appena nato questo brand, creato dalla blogger Anna e la pubblicitaria Manuela, ha già riscosso un grandissimo successo.

Sarà che ogni pezzo è unico o sarà che tutto è fatto come una volta ma queste ceramiche emanano Sicilia nell'aria e sono pezzi d'arte che ogni addicted deve assolutamente possedere.

https://www.ceramichemaremoro.com/ceramiche-siciliane/

Quelli che se non è fashion te lo tiro dietro

Tenerissimi amanti della moda guardano con sdegno i vostri leggigns.

Impossibile trovarli impreparati in fatto di nuove tendenze! In questi casi estremi solo prodotti personalizzati e confezionati a mano possono aiutarvi.

Tris.eyes è un profilo nato circa un mese fa e sarà difficile trovare un capo moda più fresco. Le loro borse e i portachiavi personalizzabili hanno un'incredibile variante di pizzi, stoffe, glitter, pelli, pon-pon, potete fare veramente di tutto e creare l'oggetto perfetto per i vostri amici!

https://www.instagram.com/tris.eyes/?hl=it

Per i golosoni

Come non citare gli amici golosi? Se non c'è dolce non c'è vita direbbero!

Anche per loro solo prodotti esclusivi come le marmellate dell'azienda agricola della Fara. Questa azienda nasce nel 2012 dall'esigenza di scoprire nuove ed insolite combinazioni.

Ovviamente queste non sono le classiche marmellate. Rarissimo rabarbaro alpino, rosa canina e sambuco sono solo alcune delle varianti proposte.

Tutte le erbe crescono immerse nell'aria pulita di San Giovanni Bianco e sono fatte come le farebbe la nonna utilizzando prodotti non trattati e mettendoci tanto, tanto amore.

http://www.dellafara.com/index.html

Come avrete capito ho parlato solo di regali esclusivi e rari, questo perchè l'amicizia è proprio così.. Una rara combinazione di anime che insieme possono creare un mix perfetto.

Vi auguro di trascorrere delle feste serene con le persone a voi care ma soprattutto vi auguro di saper sempre essere grati alla vita per le persone che vi ha donato.

Blogger: Alice Locatelli

Biografia: Chi siamo - Alice Locatelli

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Email: aliii@hotmail.it

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Regali di Natale unici (parte 1)

Questo Natale voglio dedicarmi alle piccole aziende, farvi scoprire diverse realtà, prodotti naturali e innovativi. 

In questi mesi ho girato parecchio per trovare dieci prodotti degni di nota e ho deciso di consigliarvi i migliori. I prezzi come sempre variano e si passa dal vasetto di marmellata alle pregiate ceramiche. 

La mia mini guida di quest'anno oltre a, come già detto, dare spazio a piccole realtà vuole essere una guida per trovare il regalo perfetto per i vostri più cari amici. Credo fermamente nell'importanza dell'amicizia e sembrerà una frase fatta ma gli amici sono i fratelli che ti scegli. 

Nessuno ti obbliga a vederli o sentirli eppure molti di loro sono i pilastri portanti della tua vita. Sarebbe bello abbinare ad ogni regalo un bigliettino di ringraziamento, "grazie per essere stata con me quando mi sono lasciata e volevo mangiare solo gelato alla vodka (ebbene si, esiste)", "grazie per avermi fatto quel brodo il giorno in cui avevo l'influenza", "grazie per avermi regalato il rossetto che tanto desideravo", grazie.

Piccoli gesti che rendono unici e speciali questi nostri compagni di vita, rare e preziose persone che sono sempre disposte a lottare al nostro fianco. 

Gli amici genitori

Questo genere di amici è oramai in via d'estinzione. Per quei pochi rimasti ci sono cambi di pannolino, notti insonni e omogeneizzati attaccati alle pareti della cucina. Eppure, senza il loro cuccioli di 321 mesi,come dicono loro, non saprebbero vivere!

Per farli felici ho pensato ad Annabella la pecorella, uno shop di prodotti tenerissimi creati interamente a mano da Anna.

Giostrine piene di unicorni e lustrini, nuvole sornione per la dentizione, gatti sirena da coccolare e molto altro. Ogni prodotto è unico e può essere personalizzato in base alle vostre esigenze.

Finalmente i vostri amici avranno attimi di relax mentre i pupetti si godono i loro tenerissimi elefantini a pois

https://www.facebook.com/annabellapecorella/

 

Gli amici genitori (di gatti)

Mentre i genitori di bambini tendono a scomparire spuntano come funghi amabili mamme e papà pet lovers!

Per quegli amici che la sera non fanno tardi per non fare sentire solo il gatto ho la soluzione giusta.

Lily's Kitchen è un'azienda che crede fermamente negli animali  e crede che si meritino solo cose buone. Per questo motivo crea vere e proprie delizie gourmet come i pranzetti tacchino e mirtilli rossi o i calendari dell'avvento con crocchette diverse ad ogni casella.

Tutti i prodotti sono fatti da ingredienti di prima qualità, sani e biologici. I vostri amici non staranno più nella pelle e si godranno uno splendido natale in compagnia!

https://www.facebook.com/lilyskitchenitaly/

 

Per gli instancabili

L'amico sportivo è quel tipo di persona che il sabato sera va a letto presto per poter correre alle prime luci dell'alba. Questa categoria ,che non comprendo, ha la passione per qualsiasi tipo di sport, corre, salta, zompa per la cucina mentre preparate la colazione e cerca di convincervi che non c'è niente di meglio di una bella sudata per sentirsi bene.

Visto che ,anche se voi resterete sul divano, loro saranno inarrestabili ho un regalo pensato apposta per loro.

69 socks, brand di vestiti sportivi, ha creato una linea di gioielli personalizzabili. Sul retro delle medagliette potrete far incidere il miglior tempo ottenuto dai vostri amici, il luogo della prossima gara o il futuro traguardo da raggiungere.

Un regalo speciale che farà commuovere anche i giganti palestrati.

https://69socks.com/collections/ciambelle-ink-rock-run-roll

Quelli che si sentono i nuovi Carlo Cracco

Chi non ha amici così? Fissati con Masterchef sanno a memoria tutte le ricette di Cannavacciuolo e quando sono ai fornelli guai a disturbarli.

Per loro ho pensato a qualcosa di molto esclusivo come l'olio extra vergine D.O.P. riviera ligure prodotto in quantità limitata. Un prodotto così pregiato che non potrà lasciarli indifferenti!

L'azienda, Amoretti di Lorenzo, è stata fondata nel 1922 e da allora produce olio, olive ed altri prodotti tipicamente liguri.  Il procedimento di estrazione avviene utilizzando un metodo innovativo e le olive spremute vengono raccolte in giornata.

Il risultato è un olio dal sapore mandorlato che profuma di riviera.

https://www.amorettidilorenzo.it/it/prodotto/olio-extra-vergine-di-oliva-d-o-p-bottiglia-0-75l/61

Per gli amici unici

Ci sono amici che sono unici al mondo, persone creative e dinamiche, spesso empatiche e sensibili.

The Rainfarn crea anelli unici come loro. I gioielli sono fatti a mano utilizzando prodotti grezzi come il legno o le pietre, essendo materiali con diverse sfumature e venature è praticamente impossibile replicarli.

I vostri geni creativi avranno un gioiello personale che nessun altro potrà avere e si sentiranno lusingati da questo dono speciale come la loro incredibile personalità.

https://www.facebook.com/TheRainfarn/

 

Ma non finisce qui ...

 

vai alla seconda parte

Blogger: Alice Locatelli

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Il quarto capitolo sarà come i tre precedenti? Un resoconto su come potrebbe andare questa stagione NBA

È iniziata la nuova stagione NBA e la domanda è obbligata: «Ancora loro?».

Perché se tutto fa pensare ad una quarta finale consecutiva tra i campioni in carica di Golden State e Cleveland, è anche vero che molte squadre, soprattutto a Ovest, si sono decisamente rafforzate. E alla prima partita Houston ha pure battuto i detentori dell'anello. Ognuno ha la propria trilogia di riferimento, con protagonisti eroi western (la trilogia del dollaro, Sergio Leone e Clint Eastwood), supereroi (Batman), o mafiosi (Il padrino). La nostra si chiama Finali NBA (2015, 2016 e 2017) e vedono come protagoniste assolute Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers.

Nel primo episodio trionfarono i Warriors, il sequel ha visto protagonisti i Cavs e il terzo capitolo ha consacrato l’egemonia dei californiani (Golden State ha casa a Oakland, dall’altra parte della baia di San Francisco).

I detentori dell’anello hanno confermato tutti i personaggi principali (Stephen Curry, Kevin Durant, Klay Thompson e Draymond Green); dall’altra parte i Cavs, accanto a LeBron James, hanno scritturato nomi come Derrick Rose e Dwayne Wade, disposti a recitare una piccola parte pur di garantire un futuro alla trilogia e rimpiazzato Kyrie Irving con Isaiah Thomas (uno scambio con i Boston Celtics).

Vedendo le altre squadre e iniziando dall’Eastern Conference, si nota Boston. Si è detto dello scambio Irving-Thomas, ma si è parlato poco dell’arrivo di Gordon Hayward. Purtroppo per lui la stagione è finita già alla prima partita. Nonostante questo incidente, i Celtics, dopo quasi un mese, sono primi con 12 vittorie e 2 sconfitte (situazione aggiornata al 14 novembre). Cleveland è attualmente nona con 7 vittorie e 7 sconfitte. Le altre squadre non hanno rinforzato granché il roster; la sfida più credibile al potere di LeBron è quella lanciata da Boston.

A Ovest da notare sempre Houston che ha piazzato Chris Paul (strappato ai Los Angeles Clippers) accanto a James Harden, e questo rafforza la candidabilità dei Rockets come prima alternativa a Golden State. Houston attualmente è prima nella Western Conference tallonata dai Warriors. Attenzione anche a Oklahoma City che ha affiancato all’Mvp 2017 Russell Westbrook non solo Paul George ma anche Carmelo Anthony e alla solita San Antonio, che il candidato Mvp (2018) ce l’ha in quel Kawhi Leonard che allenato da Gregg Popovich assicura almeno una cinquantina di vittorie.

Da ricordare gli italiani. Maglie nuove per entrambi, quella dei Clippers per Gallinari, quella degli Hawks per Belinelli, ma prospettive diverse: L.A. punta ai playoff, Atlanta a evitare la maglia nera NBA.

 

Diversi anche gli obiettivi personali: Gallinari ha la chance di ritagliarsi un ruolo importante in una squadra importante, ricominciare a frequentare il basket che conta (i playoffs da metà aprile in poi) e godere anche dei benefici mediatici che esibirsi in un mercato come L.A. comporta. Se deve (e può) salire un ulteriore gradino nella sua carriera, è chiamato a farlo in questa annata.

Belinelli è in quello che nella NBA si chiama contract year: il suo accordo va a scadenza a fine anno ed è quindi realistico che l’azzurro – viste le limitate aspettative di squadra – pensi anche alle proprie cifre e a guadagnarsi un nuovo ingaggio NBA. Non è escluso che Atlanta – intorno a febbraio, quando la stagione avrà già preso una certa piega – possa anche metterlo sul mercato confidando nell’interesse di una squadra da playoff che punti a fare un’aggiunta importante (un tiratore vicino al 40 per cento da tre, esperto e veterano, può tornare comodo). Se succede Belinelli potrebbe ritrovarsi a sorpresa a giocare di nuovo per obiettivi che contano.

Le squadre simbolo di tre grandi città (Los Angeles Lakers, Chicago Bulls e New York Knicks) resteranno ancora un anno relegate nella misera penombra. Non sono più gli anni '80 d’altronde per le franchigie che furono di Magic Johnson, Michael Jordan e Patrick Ewing. 

 

 

Autore: Pietro Rossini

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I viaggi di Franco: le Langhe tra colline e tartufi

Inizia ad essere il periodo migliore per affrontare l'itinerario che vi propongo, recentemente con il mio amico Max abbiamo deciso di partire per un tour sulle colline delle Langhe piemontesi. 

Da Milano abbiamo preso l'autostrada in direzione Torino per poi seguire le indicazioni per Cuneo e Alessandria , il nostro Tour è iniziato da Casale Monferrato (uscita dell'autostrada), da lì dopo aver fatto colazione siamo entrati in direzione asti nel magnifico panorama delle Langhe e dei suoi vigneti, dopo qualche deviazione dedita alla scoperta siamo arrivati ad Alba , dove abbiamo fatto un giro della città e acquistato dei tartufi, perché io sono goloso.

Dopo il caffè ad Alba siamo andati in direzione del ristorante e da lì siamo andati verso il paese di Verduno (CN ), il tragitto si è fatto sempre più affascinante immersi nei colli e tra i vigneti, a nostro favore anche il tempo che fino alle 11:00 circa è stato coperto, un giusto prezzo da pagare per le vedute e gli scorci che si sono subiti aperti.

Dopo le bellissime stradine tra i vigneti la mia famosa fame si è fatta sentire e ci siamo recati un grazioso ristorante della zona, consigliatoci da un ragazzo di Alba, il ristorante Bercau, li non ci siamo fatti mancare nulla, un Nibbiolo come vino rosso prodotto da un viticoltore della zona che abbiamo conosciuto e poi pronti via con antipasti vari, tagliolini al tartufo (ovviamente), spezzatino al barolo e dolce della casa.

Il ristorante è consigliato a tutti gli amanti della cucina tipica delle Langhe. Inoltre la cortesia e la simpatia del personale fanno la differenza, io vi consiglio il sito e se lo provate mi direte (www.bercau.it) …

Quindi dopo un lauto pranzo abbiamo ripreso il nostro giro, erano quasi le 16:00 e ci siamo diretti verso i paesi di Rodello, Millesimo e Altare. Attraversando questi paesi abbiamo veramente apprezzato delle vedute magnifiche e visto dove fanno i vini più famosi della zona come il Barolo, le foto che seguono me ne daranno atto.

A questo punto il giro era quasi terminato, abbiamo preso la direzione di Alessandria e abbiamo fatto rotta verso casa.

 

PS: ricordate la macchina fotografica e state leggeri a colazione!

 

 

Blogger: Franco Renzetti

Contatti: franco.renzetti@ilobyblog.com

Caporedattore e CMO (Chief Marketing Officer) di iLobyBlog

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I viaggi di Franco: I passi alpini per me più suggestivi della Svizzera

Se avete voglia di immergervi tra mitici passi, laghetti alpini e meravigliose montagne allora il giro che vi descriverò adesso fa al caso vostro.

 

Da Milano prendete l'Autostrada A9 Lainate – Como Chiasso (CH) e una volta giunti in terra elvetica proseguite sull'Autostrada A2 in direzione del passo del Gottardo, a quel punto uscite a Biasca e seguite per il passo del Lucomagno (dall'autostrada vedrete se i passi sono aperti o chiusi per neve), dopo qualche km vi troverete già immersi nei tipici panorami alpini con pascoli e corsi d'acqua, con anche la temperatura che cambierà e diventerà molto gradevole.

Una volta giunti sul passo (1914 m.) fermatevi a sgranchire le gambe e fate qualche foto ricordo, da li seguite per Disentis seguendo la strada e le indicazioni, troverete una grande diga sul vostro percorso.

Disentis è una città di montagna a cui non manca comunque ogni comodità. Da li affronterete il passo Oberalp e supererete i 2000 m di altitudine, tra queste montagne ogni posto è carino per scattarsi un selfie con gli amici, io consiglio sempre di cercare il posto più in alto e mi raccomando fate tutto un sicurezza perché con la montagna non si scherza mai.

Lasciato l'Oberalp Pass seguite per Andermatt, una cittadina famosa per i suoi impianti di risalita e per le sue cremagliere che fanno da cornice al tipico villaggio alpino svizzero. Se volete fermatevi a fare una pausa dato che, essendo una località turistica, non mancano ristoranti e locande per tutte le tasche.

Dopo una pausa risalite sulle vostre moto e auto e seguite le indicazioni per il famoso passo del San Gottardo e, mi raccomando, non fate l'autostrada! Vi porterebbe diretti al traforo facendovi perdere fantastici panorami mozzafiato.

Una volta sulle strade del passo, consiglio di seguire le indicazioni per la vecchia strada ancora più stretta e avventurosa. Capirete di non essere sulla strada normale perché sotto di voi il manto è in porfido.

A questo punto una volta giunti sul passo (2091 m) potrete visitare il museo del Gottardo e scattare, ovviamente, altre foto in compagnia e perché no prendere un caffè e godersi il paesaggio.

Da lì la strada per il ritorno è semplice. Già dalla cima ci sono le indicazione per Milano.

PS: Ricordo che per viaggiare sulle autostrade svizzere occorre acquistare in dogana o nelle stazioni di servizio il tagliando del costo di 40 Franchi che vale tutto l'anno. Attenzione: il tagliando va acquistato anche se lo usate una volta sola.

Per ulteriori info : www.myswitzerland.ch/grandtour

 

Vi lascio con qualche mia foto… alla prossima!  

 

Blogger: Franco Renzetti

Contatti: franco.renzetti@ilobyblog.com

Caporedattore e CMO (Chief Marketing Officer) di iLobyBlog

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"Diario di un condannato a morte" e il crowfunding

Qui su iLobyblog leggiamo spesso di progetti innovativi o di interessanti approfondimenti sulla realtà che ci circonda.

Oggi, con il libro Diario di un condannato a morte che dovrebbe vedere la stampa tramite il crowdfunding, possiamo unire le due cose.

Tenendo bene a mente che Insieme siamo più forti.

 

 

Il “Diario” di Alessandro Piana racchiude le vere lettere che il condannato a morte William Van Poyck scrisse da una cella della Florida alla sorella Lisa nei suoi ultimi otto anni di vita. E quindi qui non siamo davanti al classico e fuorviante “liberamente tratto da”. 

Piana traduce, interpreta e si fa portavoce di un William che, dal braccio della morte, mette a nudo le incredibili contraddizioni della pena di morte negli Stati Uniti e ci racconta, senza filtro, le durissime condizioni di vita dei detenuti, alla mercé di guardie spesso prive di scrupoli. Tutto questo, ovviamente, fino all’esecuzione per iniezione letale avvenuta in Florida il 12 giugno 2013, a seguito di una condanna per una vicenda poco chiara. 

 

 

Questo arrangiamento (se così si può definire) di Piana rappresenta una cruda novità nel panorama letterario ed è stato realizzato a stretto contattato proprio con Lisa, la destinataria delle lettere di William.

A lei e alla sua fondazione contro la pena di morte, inoltre, il giovane scrittore milanese devolverà la metà del suo ipotetico guadagno dalla vendita del libro.

 

Tralasciando per qualche momento le tematiche dell’opera, il libro è fortemente innovativo in quanto si tratta di uno dei primi casi italiani di crowdfunding letterario.

La casa editrice bookabook, infatti, fa scegliere agli stessi lettori quali siano i progetti editoriali da portare avanti e stampare in base al numero di preordini che il titolo riceve in 180 giorni. Dopo 150 richieste, per esempio, un libro viene distribuito in tutte le librerie italiane, mentre con 350 viene organizzata una campagna pubblicitaria mirata e dedicata per il libro.

Se pensate che questo sistema in fondo sia come tanti altri dovrete ricredervi. Ancora prima del preordine, oltre al titolo e ad una breve introduzione, troverete ad attendervi la prima decina di pagine come anteprima tutte da leggere. Dopodiché potrete scegliere se acquistarlo cartaceo e farvelo spedire a fine campagna oppure, per i più impazienti, optare per il formato ebook con le bozze aggiornate in tempo reale dall’autore. 

 

Al momento, la campagna di “Diario di un condannato a morte” sta procedendo con un buon ritmo. Alessandro, eppure, ci ha confidato che non pensa a numeri o conti alla rovescia.

Gli piacerebbe vedere fin da adesso, in questi ancora 100 giorni di campagna di preordini, un segnale forte e perentorio che stimoli già a più di un dibattito e a più di una riflessione.  

 

 

Ed ecco perché noi, amici di iLobyblog, insieme possiamo essere veramente più forti.

Perché basta solamente un piccolo preordine, un normalissimo passaparola o una banale condivisione sui social per veder pubblicate in Italia, tramite Alessandro, le crude lettere piene di spunti scritte da William Van Poyck.  

 

Per informazioni e preordini vai su https://bookabook.it/libri/diario-un-condannato-morte/

 

 

Autore: Paolo Pigliafreddo

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My Cooking Box nuovo partner di Iloby: benvenuti!

Chi di noi non ha mai voluto servire a una persona speciale o ai propri amici uno di quei piatti stellati che spesso si vedono preparati da professionali cuochi alla televisione. 

Amici, il tempo dei problemi e dei dubbi è passato!

Oggi iLobyblog ha il piacere di presentarvi l'innovativa idea di www.mycookingbox.it

 

L'idea nasce dalla nostra amica Chiara Rota che ha deciso di inserire all'interno di una scatola di cartone tutti gli ingredienti di numerose e particolari ricette.

 

Gli elementi sono già dosati e pronti, l'unica cosa che dovete fare è aggiungere le pentole!

 

Esatto, avete capito bene perché tutti questi ingredienti speciali sono già nelle giuste quantità, pronti per la cottura. Le ricette sono studiate nel dettaglio per rendere speciale e gustoso ogni evento speciale.

In più tutti gli ingredienti sono selezionati con cura e rigorosamente made in Italy. Provare per credere, non ne resterete delusi.

 

Altra particolarità di My Cooking Box è che se avete dubbi all'interno si trovano delle pratiche istruzione e dal sito web potete vedere come preparare le ricette delle Box passo dopo passo.

Le porzioni variano da 2 a 5 persone, troverete primi e secondi e ci riferiscono che a breve arriveranno altre grandi piatti.

 

Sul sito di My Cooking Box (www.mycookingbox.it) è possibile ordinare le box dallo shop on line, cercando il punto vendita più vicino o perchè no... diventare direttamente un punto vendita.

Insomma, il nostro consiglio è principalmente uno: farsi venire l'acquolina in bocca visitando il portale di My Cooking Box.

 

 

Aspettiamo vostre notizie e... Buon appetito!

 

 

Autore: Redazione di iLobyblog

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L'autoritarismo di Erdogan

E’ passato poco più di un anno dal fallito ‘colpo di stato’ perpetrato da alcuni reparti delle forze armate turche.

Ed è ancora fresca l’immagine dei soldati e dei carri armati di traverso sul Ponte sul Bosforo. Si sospettò da subito che i militari golpisti fossero simpatizzanti di Fetullah Guelen, un imam un tempo sostenitore e amico di Recep Tayyp Erdogan, ed ora suo acerrimo rivale, costretto a fuggire negli Stati Uniti. In Turchia ha fondato scuole e centri culturali e ha raccolto intorno a sé e al suo movimento parecchie persone.

Alcuni però sospettarono che questo cosiddetto ‘golpe’ fosse in realtà un bluff: un pretesto per permettere ad Erdogan di aumentare il suo già smisurato potere e per giustificare la necessità di trasformare la Turchia in una Repubblica presidenziale, cosa che poi avvenne a seguito di un referendum popolare, vinto di larga misura dal ‘Sultano’, come viene chiamato dai suoi detrattori. Un’occasione anche per una campagna di epurazioni (che continua anche oggi) nei confronti non solo di quella parte delle forze armate ‘nemiche della democrazia’, ma anche di qualsiasi oppositore alla sua politica: politici dei partiti di opposizione (soprattutto il filo-curdo Hdp con i suoi leader in carcere accusati di ‘terrorismo’), giudici e giornalisti, alcuni di questi ultimi colpevoli di aver scritto un articolo-inchiesta, completo da documentazione autentica, su una serie di operazioni dell’ MIT, il sevizio segreto turco, per avere venduto armi ai foreign fighters jihadisti che combattevano in Siria contro il regime di Bashar al-Assad. Dunque, persone che non c’entrano nulla con il fallito ‘colpo di stato’.

 

Venerdì 15 luglio a Istanbul hanno manifestato a favore della libertà e della democrazia migliaia (se non centinaia di migliaia) di persone alla fine di una protesta pacifica, partita dalla capitale Ankara, organizzata dal partito dell’opposizione Chp, kemalista-nazionalista.   

 

Seppure non ai livelli del 2013, gruppi di oppositori si ritrovano spesso in Piazza Taksim e a Gezi Park.

 

Ieri è stato prolungato di altri tre mesi lo stato di emergenza, segno che le epurazioni continueranno; recentemente circa 1,300 persone sono state arrestate con l’accusa di ‘terrorismo’.

In un discorso pronunciato due giorni fa, Erdogan ha detto che ‘taglieremo la testa ai nemici della nazione’. Si è sorvolato su queste parole, ma c’è di che preoccuparsene.

 

Non ci dovrebbero sorprendere se fossero pronunciate da un jihadista in uno dei tanti video di propaganda sulla Rete. Ma Erdogan è il leader di una nazione a suo dire ‘democratica’ che fino a poco tempo fa aspirava ad entrare nell’Unione Europea.

Pur di chiudere la cosiddetta ‘via balcanica’, la rotta che seguivano i migranti che sbarcavano in Grecia per raggiungere principalmente Germania e Paesi del Nord Europa attraverso, appunto, i Balcani, l’Unione si è accordata con Erdogan sotto forma di un pagamento di circa 6 miliardi di Euro per bloccare in Turchia il flusso di profughi siriani che scappavano dal teatro di guerra siriano.

Da qualche tempo la Turchia sta costituendo una spina nel fianco per l’Europa e soprattutto la NATO. Paese appartenente all’Alleanza Atlantica sin dall’ inizio, ospita una delle sue più importanti e strategiche basi aeree, Incirlik.

Nella guerra contro l’Isis, le forze curde siriane, armate dagli Stati Uniti, sono le più affidabili e motivate tra le parti combattenti e durante l’avanzata verso Raqqa, la capitale del sedicente ‘Stato Islamico’ hanno occupato una vasta parte della regione al confine con la Turchia, il Rojava. Erdogan, temendo un loro rafforzamento e un’unione con i curdi turchi, i quali minacciano l’integrità territoriale turca, ha mandato reparti corazzati (carri armati), insieme ad aerei ed elicotteri, a bombardarli.

 

Il ‘Sultano’ turco, nel 2011, aveva come obiettivo (insieme all’Arabia Saudita e alcuni Paesi del Golfo Persico) di rovesciare Assad. Ma l’intervento dei pasdaran iraniani e di alcune milizie libanesi di Hezb’llah prima e quello della Russia (a seguito dell’esplosione di un aereo civile russo in decollo da Sharm el-Sheik, rivelatosi poi un attentato terroristico) poi, lo hanno desistito. Non si dimentichi che in Siria sono presenti l’unica base aerea russa al dì fuori del territorio della Federazione e l’unica base navale russa nel Mediterraneo Orientale.

 

Erdogan ha dovuto accordarsi con l’Iran e la Russia per anteporre la lotta all’Isis alle sue mire personali e oggi la Turchia è parte nei colloqui iniziati ad Astana, capitale del Kazakistan, per decidere del futuro della Siria.

 

Fino a pochi anni fa, la Turchia ha visto il proprio PIL salire a livelli mai visti. Vi investono molte aziende europee, soprattutto del settore delle infrastrutture.

Il 60-70 % dell’interscambio commerciale della Turchia avviene con imprese del Vecchio Continente, e questa è una cosa che Erdogan non può ignorare.

 

E’ ancora disposta l’Unione Europea a tollerare il comportamento di un despota che utilizza un linguaggio indegno dei tagliagole che stanno insanguinando il Vecchio Continente e che fomenta l’odio dei propri sostenitori contro sedicenti nemici interni in nome della necessità di avere un potere sempre più forte per ‘salvare’ la nazione turca?

 

 

Autore: Pietro Rossini

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Volare ad Aerogravity Milano

“Caro iLobyblog, aggiungi nella mia sezione della pagina Chi Siamo la frase

 

«Ho fluttuato nell’aria grazie ad Aerogravity».

 

Non te lo chiedo gentilmente, lo esigo.

Se non lo farai, non scriverò un post sulla mia esperienza di volo nel simulatore di caduta verticale più grande al mondo, né darò informazioni utili per chi volesse provare Aerogravity.

Da un annetto a questa parte si è imposto nello skyline della zona Rho Fiera Milano/ Expo Milano 2015 un imponente parallelepipedo rosso, dotato a metà altezza di enormi vetrate. Impossibile non notarlo. Impossibile non essere attratti dall’elaborata scritta argento Aerogravity. Impossibile non chiedersi cosa significhi quel nome o cosa si faccia al proprio interno. Aerogravity semplicemente è un simulatore di caduta verticale, uno strumento che permette di provare l’emozione del lanciarsi nel vuoto senza pericoli o, se preferite, di librarsi nell’aria come un moderno Peter Pan alla ricerca della propria ombra. 6 turbine da 400 cavalli di potenza ciascuna, un flusso d’aria che può raggiungere la velocità di 370 Km/h, una camera di volo del diametro di 5,2 metri e 21 metri di altezza totale (di cui 8 in cristallo)…

Beh, avete presente una galleria del vento?  E’ esattamente lo stesso, solo in verticale.   

Entrai nel simulatore di caduta più grande al mondo in una sera di maggio.

Erano passate solo poche settimane dall’apertura ufficiale di Aerogravity quando mi decisi e prenotai il mio primo volo attraverso il sito internet (www.aerogravity.it). Per i principianti il volo singolo dura 2 minuti e costa, a seconda del giorno scelto, 59 o 69 €. Bisogna trovarsi là un’ora prima per compilare la classica liberatoria (dichiaro di non avere problemi di salute, non aver avuto lussazioni, non essere stato morso da nessun ragno geneticamente modificato, ecc.), ambientarsi guardando sia i Pro in azione con le loro evoluzioni sia i novellini gettarsi nel vuoto, prepararsi e ricevere una breve formazione con gli altri del gruppo su quanto si sta per fare.

 

L’istruttrice che ci ha guidato passo passo è stata Joelle. Prima ci ha fatto indossare le tute e poi abbiamo fatto un briefing di 5 minuti sulla posizione da mantenere dentro il simulatore, i gesti convenzionali usati per correggere la posizione e come entrare o uscire dalla camera di volo.

Ora è arrivato il momento. Si esce dall’aula e ci si avvia a prendere il casco integrale, in uno slowmotion in stile astronauti a Cape Canaveral o top gun avviatisi verso il proprio bolide. Ultima protezione per le orecchie, casco indossato, si entra nella precamera e si aspetta il proprio turno. Poi il volo. 

Non si ha la sensazione di cadere e l’aria che arriva contro non è affatto un pugno nello stomaco. Certo, per i principianti l’uomo alla console (sempre presente e attento) limita la velocità dell’aria a poco meno di 200 km/h, ma qua si percepisce di fluttuare.

Ogni piccolo movimento o solamente idea porta a conseguenze molto evidenti. Ti alzi, ti abbassi, rotei lentamente parallelo alla rete metallica che fa da suolo.

Joelle comunque è sempre lì accanto a consigliarti la posizione migliore o a dirti che va bene così, mai opprimente.

E tutto finisce. E sei rimasto più concentrato a mantenere la posizione cercando di non muovere nemmeno un sopracciglio, piuttosto che goderti l’esperienza. Ma è solo il primo dei due minuti. 

Finita la breve pausa, dentro di nuovo… e questa volta Joelle, visto il nostro desiderio di volare su su, ci ha lasciato nelle esperte mani di un collega che ci accompagna oltre il tunnel di cristallo, a più di 8 metri di altezza!

 

Per concludere, ho apprezzato molto questa esperienza.

Certo, il rapporto costo/durata non è dei migliori e, ovviamente, la prima volta non ti possono lasciare da solo a fare il Superman che vola ovunque con il suo mantello svolazzante. Però ad Aerogravity ci sono sempre promozioni dedicate a gruppi e famiglie o corsi di volo per diventare Pro.

Ho trovato professionalità, cortesia e, soprattutto, zero pericoli. 

Anzi, sembra che un’esperienza di caduta simulata possa aiutare nei casi di paure di volare o delle altezze.  

 

E voi siete già stati ad Aerogravity Milano?

Cosa ne pensate?

 

 

Autore: Paolo Pigliafreddo

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DON’T NEED A TITLE


E’ iniziata la primavera e il salone del Mobile. Prima tappa, la Triennale dove i playmakers di quest’anno sono: Panerai, Azimut e San Lorenzo, Marinelli Luce e MINI.  Tutti brand di un certo spessore, ma è su quest’ultimo che si concentra la maggior parte dell’attenzione. MINI presenta la mostra Don’t Need A Title che narra la storia di una delle più importanti icone dell’automobilismo per le quali non serve appunto un titolo ma basta il nome MINI. E non solo, in un viaggio esperienziale attraverso il passato, il presente e il futuro. La Mini ha cambiato il mondo delle auto da sempre: è icona di lifestyle, simbolo di stile, osannata da artisti, personalizzata da stilisti, guidata da popstar, dandy, modelle e attori. No importa il modello , il colore, l’età, l’importante è che sia la britannica. La loro mission? Guardare il mondo sempre da nuove prospettive, modificare il concetto di mobilità urbana risolvendo i problemi con intelligenza, creatività e style. Nella mostra è presente anche ciò che sarà il futuro dell’auto motiv ma anche dei rapporti fra i consumatori che mano a mano diventeranno sempre di più dei prosumer, capaci di interazioni molto più strette con l’azienda e creatori di valori condivisi. E allora si apre la scommessa: se le MINI di domani fossero in grado offrire un’esperienza unica e personalizzata pur essendo in comproprietà? La risposta è MINI VISION NEXT 100. In un’ottica di sharing economy la nuova generazione di tecnologie consentirà all’auto di restare sempre “tua”. Alcuni componenti esterni si trasformeranno per adattarsi al proprio gusto e accogliere il conducente con un saluto personalizzato al suo arrivo. Il Cooperize è uno strumento circolare colorato e traslucido, posto al centro dell’auto: è il cuore e la mente della MINI e comunica con il conducente tramite dinamici cambi di colore. Una macchina sempre più social, una “vision car”, capace di mettere in contatto tante persone pur rimanendo custom.