Quando la semplice realtà inizia a starci stretta

L'era della realtà, semplicemente per come ci appare davanti ai nostri occhi ha le ore contate. Ci troviamo ormai in un periodo di transizione, al principio di una nuova era: quella dell'extra-realtà.

Inutile far finta di niente, non siamo più abituati ad accontentarci di quello che abbiamo e che vediamo, vogliamo sempre quel qualcosa in più; ed è proprio su questo concetto che negli ultimi mesi è entrata con prepotenza nelle nostre vite la simulazione della realtà, la realtà virtuale.

“Il mondo virtuale strettamente inteso è un ambiente idoneo a compiere esperimenti di vita artificiale, studiare i comportamenti sociali degli umani e supportare nuove forme di comunicazione” - (Schell 2002)

Con un semplice visore in testa, ed un telefono cellulare, possiamo immergerci in mondi virtuali proiettati in stereoscopia. Dispositivi e software specializzati ci immergono in un ambiente simulato in cui possiamo muoverci, esplorandolo a 360°, offrendo un'esperienza che si avvicina sempre più a quella reale.

Immaginiamo di essere in visita ad un museo, trovandoci davanti ad un'opera che ci attrae particolarmente: indossiamo il visore ed un video interattivo ci catapulterà dapprima alla scoperta della natura e degli ambienti che sono stati testimoni dello spirito creativo dell’artista, fino ad un vero e proprio viaggio virtuale all’interno dell’opera dinanzi a noi.
La realtà virtuale può riprodurre fedelmente siti di patrimonio storico, culturale ad artistico, che possono essere pubblicate e diffuse tramite diverse piattaforme. Con l'ausilio di questa tecnologia si è quindiz in grado di ricostruire repliche di ambienti naturali, antiche città, monumenti, sculture, permettendone così la diffusione e consultazione in caso queste siano chiuse, in manutenzione o addirittura inaccessibili a persone portatrici di handicap, che altrimenti non potrebbero mai godersi la loro maestosità.

 

Avviciniamoci di più al campo scientifico, della ricerca nel campo della psicologia umana: riprodurre e far vivere in prima persona ed in totale sicurezza scenari critici, con lo scopo di affrontare e sconfiggere le paure, uscire dall’isolamento che esse provocano: immaginate di riuscire, riproducendo un percorso naturale, artistico o musicale, a tranquillizzare o alleviare ansie e manie che affliggono molte persone; semplicemente facendo loro vivere dal “vivo” episodi reali che non hanno mai vissuto: come ad esempio la paura di volare, salire sulle montagne russe o più semplicemente usare i mezzi pubblici.

“Basta quindi un semplice video di pochi minuti in realtà virtuale per liberarsi da un serio disturbo psichiatrico? Certamente no, ma il piccolo studio preliminare dimostra le potenzialità di queste simulazioni, sempre più accessibili, per il trattamento di alcune patologie”

 

Avere la possibilità di vedere le persone, o vivere un’esperienza in prima persona, con uno sguardo quindi “diverso”, può aiutare davvero a capire che non c’è nulla di cui aver paura.

 

E siamo solo all’antipasto... Stay Tuned!

Blogger: Fabio Polloni

Biografia: Chi siamo - Fabio Polloni


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Commenti: 1
  • #1

    Isabella Franchetti (lunedì, 30 maggio 2016 22:56)

    È proprio vero.