Passavolanti: assaggi e passaggi storici

Avete presente quando, al supermercato, vedete un banchetto che distribuisce assaggi gratuiti e andate a prendere facendo la faccia innocente, per poi tornare all'attacco una seconda, una terza e anche una quarta volta, magari per interposta persona? 

 

Questo mio primo articolo su iLoby blog è soprattutto per voi, moderni passavolanti

Già, perché la principale caratteristica dei passavolanti, vecchi o nuovi, è esattamente quella di tornare, facendo i furbetti.

E oggi giorno, in tutti i supermercati, essi sono un incubo degno di A volte Ritornano di Stephen King per moltissimi responsabili di banchetti di omaggi culinari, diventando anche protagonista di una nota gag dei Griffin (eccola su YouTube).

Altra gag da passavolante che ci può essere utile si trova nel film I Picari quando il fiero e squattrinato nobile decaduto interpretato da Vittorio Gassman, pur di conservare l’onore di fronte alla fame imperante, torna più volte in fila per ricevere la comunione a messa, smettendo solo quando il nuovo scudiero giramondo (Giancarlo Giannini) gli sussurra all’orecchio che “nell’altra chiesa la comunione è data con il pane e il vino”.

E il tardo Cinquecento che fa da sfondo al film di Monicelli è il periodo che vede nascere la figura del passavolante, cioè colui che ingrossa le file di un esercito mercenario per cercare di truffare le autorità.

 

Nel XVI e XVII secolo, infatti, gli eserciti erano ancora provvisori e formati principalmente da grandissime unità mercenarie ai comandi di ricchi e potenti impresari privati. 

Eppure, prima di ogni accordo e pagamento c’era il momento della Rassegna.

Sovrani e governanti, seduti su un palco, si vedevano sfilare davanti le migliaia di armati che il tal signore della guerra metteva loro a disposizione, cercando di contarli attraverso l’impiego di funzionari regi. Cercando, ovviamente...

Perché è qui che entrano in gioco i nostri passavolanti, esperti del marciare e della truffa pagati dall'impresario per passare – spesso più volte – come soldati, incrementando il numero e il potere contrattuale dell’armata.

Così, sotto il sempre presente arco di trionfo provvisorio, venivano contati anche armati un po’ troppo attempati, semplici accattoni o pacifici cuochi e servitori dell’entourage personale dell’impresario. Tutti rigorosamente bardati con armature, elmi, picche e moschetti. 

Poi, magari scambiandosi le armi e sfruttando qualche passaggio segreto tra le case, centinaia di passavolanti tornavano al punto di partenza per essere rimescolati, nascosti nelle file e partire per un altro giro, con nuovo regalo.

 

Unica regola? Mai farsi beccare. 

Sebbene col passare dei decenni i funzionari regi diventassero sempre più numerosi e le punizioni truculente, i controllori erano sempre in numero insufficiente e, spesso, collusi con l’armata mercenaria.  

Insomma, fare il passavolante era conveniente quasi come fare più assaggi (e passaggi) nei banchetti gratuiti dei supermercati.

 

Blogger: Paolo Pigliafreddo

Biografia: Chi siamo - Paolo Pigliafreddo


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