I seguitori della Crusca

Amici e Mi Piace per Facebook, Followers per Twitter, Seguaci per Instagram e ora, per la Crusca, Seguitori.
Meno male che noi di iLoby non ci facciamo invischiare da tutti questi termini dei Social, adottati ad hoc per definire i rapporti tra i vari utenti delle diverse piattaforme!
Beh, a dirla tutta, il “Seguitori” lanciato dalla prestigiosa Accademia della Crusca meriterebbe proprio un post per iLobyblog.

Per capire cos’è e cosa rappresenta l’Accademia della Crusca bisogna fare qualche passo indietro nel tempo. Abbandoniamo innanzitutto questa estate dominata da Pokèmon Go e facciamo un salto a sei mesi fa, quando l’inverno iniziava a virare verso una primavera petalosa.

 

Questo tormentone te lo ricordi, vero?

L’aggettivo petaloso fu innocentemente creato in un esercizio a scuola dal piccolo Matteo, dieci anni, per definire un fiore con molti petali. La maestra, pur segnandolo come errore, si trovò a riflettere sulla bontà teorica del costrutto (simile a muscoloso, erboso, ecc.) e chiese il parere dell’Accademia della Crusca, la massima e secolare istituzione in campo di lingua italiana.

Gli studiosi risposero confermando la correttezza logica e grammaticale di petaloso pur affermando che una nuova parola, per poter essere aggiunta al vocabolario, deve essere padroneggiata da tutti e impiegata in modo continuativo.
Dopo questo intervento così autorevole, internet e i social (anzi, i loro seguitori) fecero il resto: petaloso divenne per qualche settimana una bandiera dietro il quale schierarsi, avanzare petizioni per l'inzupposo di Banderas o chiedere la revisione di innumerevoli compiti in classe…

 

La vicenda di petaloso ci dimostra anche come all’Accademia della Crusca non siano vecchi professoroni immersi nella continua lettura di enormi libri nel loro eremo di biblioteca polverosa, ma gente attiva a contatto con la gente e al passo con i tempi.
In effetti, sebbene la salvaguardia della pura lingua italiana rimanga uno dei capisaldi dell’attività dell’istituto nato negli anni 80 del Cinquecento, le continue ricerche “per separare il fior di farina (la buona lingua) dalla crusca” hanno consentito all’Accademia di rimanere sempre al passo dei tempi, per più di quattro secoli.
E appena internet e i Social sono entrati nelle nostre vite, zac!, l’Accademia della Crusca ha colto la palla al balzo aprendo profili ufficiali per studiare da vicino e divulgare la buona lingua italiana, rispondendo gentilmente a domande, dubbi e anche a qualche provocazione.
Beh, il termine seguitori è stata invece una loro provocazione di alcuni anni fa a quel mondo dei Social avvezzo all’uso dell’inglese. Sembra infatti che per Twitter e Instagram in Italia non sia completamente appropriata la traduzione “seguaci”, spesso legata a contesti più oscuri, ma che si debba riprendere il “seguitori” utilizzato fin da Giovanni Boccaccio quasi 700 anni fa.

 

Chissà cosa ne pensano i seguitori di iLoby…

 

Blogger: Paolo Pigliafreddo

Biografia: Chi siamo - Paolo Pigliafreddo


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