L'incredibile fascino Economico,Sociale e Culturale dell'Estremo Oriente: sarà in grado la Cina di organizzare e vincere i Mondiali di Calcio? Capitolo III

Si conclude il nostro viaggio alla scoperta del sistema calcistico, economico, sociale e culturale nel paese del dragone.
Il calcio da sempre è metafora e specchio della società, per questo motivo abbiamo deciso di raccontarvi questa storia, dividendo la narrazione in tre capitoli pubblicati su My Way e speriamo di avervi dato una chiara e differente visione rispetto tutto ciò che in Italia in questi mesi si è detto sulla Cina ed il proprio Calcio.
Nel primo capitolo abbiamo parlato del business e dei motivi che stanno spingendo questa super potenza a volersi affermare dal punto di vista calcistico.
Il secondo capitolo lo abbiamo dedicato a chi già ha accettato la scommessa Cinese, allenatori e calciatori,non ultimo Marcello Lippi che pare tornare a breve, mentre qui di seguito trovate il terzo ed ultimo racconto di questa trilogia inerente le scuole calcio e programma che il Governo sta realizzando.
Articoli volti ad analizzare il tutto partendo come sempre dalla Storia, poiché per capire il presente ed immaginare il futuro occorre conoscere il passato.

La statua alta dieci metri che raffigura la Coppa del Mondo all' ingresso dell’istituto giovanile del Guangzhou Evergrande a Qingyuan
La statua alta dieci metri che raffigura la Coppa del Mondo all' ingresso dell’istituto giovanile del Guangzhou Evergrande a Qingyuan

“La volontà comune crea la gloria”.

 

Di fronte l’ingresso dell’istituto giovanile del Guangzhou Evergrande vi è una statua alta dieci metri che raffigura la Coppa del Mondo e l'iscrizione nell’arco che proclama la frase con cui abbiamo aperto questo articolo: “La volontà comune crea la gloria”.

Questa è la storia della Cina, il paese con l'economia dalla crescita più rapida al mondo, dal 2013 è la seconda economia più grande sia come PIL (Prodotto Interno Lordo, l'indice di ricchezza di un paese) totale nominale, sia per parità di potere d'acquisto, il più grande esportatore e importatore di merci al mondo riconosciuta come grande potenza dal congresso internazionale e una Superpotenza secondo un certo numero di accademici, analisti che si occupano di questioni militari, politiche ed economiche.

Tutto questo per spiegare che è un paese programmato per fare, arrivare e vincere; in meno di ventiquattro anni la Cina è passata da essere una delle nazioni più povere ad una delle più ricche e laddove il forte Governo "impone" un obiettivo il paese è spinto da una popolazione da un miliardo e mezzo di abitanti che segue ed esegue.
Nel 2008 la Cina organizzò per esempio le famose Olimpiadi, provate a boicottare a causa degli interessi economici di varie nazioni, ma che furono un vero ed autentico successo aprirono definitivamente al mondo questo paese, che nel 2020 sempre con Beijing (Pechino) ha appena conquistato l'assegnazione anche per le Olimpiadi invernali, così giusto per informarvi.

Nel 2008 leggendaria fu la vittoria del medagliere in casa, obiettivo che il Governo pretese e il Paese grazie i suoi atleti ci riuscì.

Dal punto di vista Calcistico la storia parte sempre da quel 2008, più precisamente dalla fine dei giochi Olimpici di Pechino.

Una vista dall'alto del campus dell'Evergrande Football School di Qingyuan
Una vista dall'alto del campus dell'Evergrande Football School di Qingyuan

La Cina è uscita dalla sua prima Olimpiade, i risultati sono stati eccellenti ma Xi Jinping (attuale Presidente Cinese), che ai tempi guidava il comitato dei Giochi Olimpici, nota come nonostante le cento medaglie conquistate, gli sport di squadra abbiano raccolto pochissimi risultati.

La mancata qualificazione ai Mondiali di calcio del 2010 con relative figuracce lo fanno infuriare.
Il punto è questo: "servono imprenditori volenterosi di investire per rilanciare il calcio, servono competenze e basi solide. Lo stato farà molto per agevolare questo sport, serve uno sforzo che sarà ricompensato dato che serviranno infrastrutture per la Coppa del Mondo che abbiamo intenzione di organizzare". La politica sta preparando al meglio il terreno per i Mondiali e ci sarà molto da guadagnarci, non solo in termini di prestigio.
Così a Sud della Cina, vicino ad Hong Kong, più precisamente a Guangzhou entra in gioco il primo grande gruppo che investì in modo massiccio nel calcio cinese: l’Evergrande Real Estate Holding, leader in Cina nel settore dell’edilizia che ha rappresentato un reale punto di svolta nelle dinamiche del calcio Cinese e che in cinque anni vinse cinque campionati e una Champions League Asiatica, primo storico successo cinese in una manifestazione internazionale,facendo del Guangzhou la locomotiva trainante di tanti altri allenatori e giocatori di fama internazionale, ricordiamo allenata dal condottiero Italiano Marcello Lippi.
L'Evergrande Group è forse l'unico grande gruppo indistriale che ha interpretato nel migliore dei modi il programma di governo di Xi Jinping ed è infatti anche l'unico Team che valorizza in giro per il mondo il proprio Calcio; seguendo le logiche e l'impostazione dei Club Europei più virtuosi, da veri luminari (asiatici) fondarono in due anni l'Evergrande Football School di Qingyuan, un centinaio di chilometri da Guangzhou, la scuola calcio in questo momento più grande al mondo.

Una foto di parte dei 50 campi, metà in erba perfetta e gli altri in sintetico all interno dell'Evergrande Football School
Una foto di parte dei 50 campi, metà in erba perfetta e gli altri in sintetico all interno dell'Evergrande Football School

Fatta da palazzine in stile dei college di Oxford, sormontate da torrioni con i tetti a punta, questi edifici da favola ospitano 2600 ragazzini dai 10 ai 17 anni che studiano e giocano al pallone. Uno staff di 500 persone, compresi 24 allenatori venuti dalla Spagna, poichè la qualità è garantita dalla collaborazione con il Real Madrid che da sempre fornisce lo Staff tecnico. Gli atleti qui frequentano corsi scolastici normali, dalle elementari al liceo e ogni giorno ricevono un’ora di lezione con il pallone.

Per farli giocare tutti non si è badato a spese: i campi sono 50, metà in erba perfetta e gli altri in sintetico, poi ci sono la piscina olimpionica, campi da basket e da tennis, palestre, laboratori, dormitori, mense. I 2600 ragazzi sono suddivisi in due gruppi principali per il calcio: quelli più promettenti, circa 400, e quelli normali. Ci sono anche un centinaio di bambine: nel settore femminile la Cina è già forte.

Un investimento da oltre 165 milioni di euro,la prima vera e unica scuola, non solo di calcio.
Francesco Abbonizio vive a Pechino dal 2007. A fine 2008 ha cominciato a lavorare per una scuola calcio privata. "All’epoca erano tre o quattro in tutta Pechino e i bambini che si iscrivevano erano soprattutto stranieri. Oggi saranno circa duecento, e un buon 30% degli iscritti sono cinesi". Nel frattempo si è messo in proprio e con altri tre colleghi ha aperto la Beijing Kickers.

Allenano più di un centinaio di ragazzi tra i sei e i dodici anni. Inoltre sono incaricati da diverse scuole locali di gestire le attività extracurriculari legate al calcio. Ogni settimana si prendono cura della formazione di circa 700 bambini e il numero continua a crescere. Negli ultimi due anni, i campetti all’interno delle scuole sono aumentati di numero e migliorati nella qualità. E il calcio è diventato uno dei tre sport che rilascia crediti formativi, proprio come il ping pong.

Nel 2011 l’allora vicepresidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping dà mandato all’ex presidente della Federazione calcistica cinese (Cfa), Yuan Weimin, di avviare una riforma strutturale del sistema calcio per rilanciarlo.

La Federazione decise di ingaggiare Tom Byer come consulente per la crescita dei giovani calciatori. Byer è americano, ha fatto il calciatore con pochi risultati apprezzabili tra Stati Uniti e Giappone, ma dopo aver terminato la carriera in campo si è reinventato trainer, fondando un’accademia calcistica nel paese del sol levante che in pochi anni, grazie anche alla sponsorizzazione della Nestlé, è riuscita a creare un centinaio di campus e oltre 20mila iscritti, lanciando oltre un centinaio di giocatori nel massimo campionato nipponico.

Sono stati avviati poi solidi rapporti con diversi fondi d’investimento che trattano la compravendita di calciatori, primo fra tutti il Kirin soccer dell’imprenditore Joseph Lee che può vantare numerose scuole calcio in Sud America e un parco giocatori cospicuo. Uomini che vanno e vengono dalla Cina per un giro d’affari di oltre un miliardo di dollari. E’ solo l’inizio.

Una volta arrivato alla presidenza della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping decide di ampliare il progetto. Nell’ottobre del 2013, sette mesi dopo la sua nomina, approva la proposta di legge del ministro dello Sport di stato Liu Peng per favorire l’ingaggio di grandi campioni riducendo quasi a zero la pressione fiscale sulle società sportive. Nei primi mesi del 2014 ha dato il via al rilancio del settore giovanile, dando impulso all’apertura di centri calcistici e il via a corsi di formazione per circa seimila allenatori. Nel marzo del 2015 ha invece inserito questo sport nei programmi scolastici di elementari e medie: il calcio sarà considerata una disciplina come tutte le altre, che sarà valutata nel rendimento scolastico. Anzi una disciplina più disciplina delle altre, dato che il ministero dell’Educazione invierà ispettori per monitorare i progressi dei diversi istituti nella promozione del gioco del calcio tra gli alunni.

Per Xi Jinping infatti “la rinascita del calcio è qualcosa di imprescindibile per fare della Cina una nazione di vertice nel panorama sportivo internazionale”.

Il suo obiettivo è quello di gettare le basi per uno sviluppo che possa portare il paese a organizzare una fase finale della Coppa del Mondo. Non solo. L’intento è quello di arrivarci con un movimento adulto, capace in pochi anni di non sfigurare a livello internazionale e che nel giro di un decennio possa vincere la massima competizione per squadre nazionali.

È certamente un piano ambizioso, ma Pechino ci sta investendo moltissimo. È stato addirittura il Consiglio di Stato ad emanare le direttive a marzo 2015. Nei prossimi dieci anni, il territorio cinese dovrà ospitare 50mila scuole calcio contro le 5mila attuali. Ogni contea dovrà avere almeno un campo regolamentare, e si parla già di 70mila nuovi campi in costruzione nei prossimi cinque anni.
Si investe quindi sulla formazione,certo, ma con una buona dose di pragmatismo poichè le previsioni parlano di un giro d’affari legato al calcio di oltre 760 miliardi già nel 2025, si tratta di cinque volte quello attuale.

Come chiosa Nicholas Gineprini, autore di Il sogno cinese, Storia ed economia del calcio in Cina (Urbone Publishing, 2016), riuscirà la Cina in un futuro a conquistare la Coppa del Mondo?

"Se ci sono voluti ventiquattro anni per vedere il colosso asiatico diventare una grande potenza globale, supponendo gli stessi tempi a partire dal 2010, quando si è iniziato a reinvestire fortemente nel settore calcistico, troveremo veramente una squadra pronta a contendere alle grandi di sempre il titolo mondiale?"

Questa la grande scommessa che chi scrive è fiducioso sarà vinta, poichè il forte Governo con l'aiuto dei più importanti Tycoon locali riesce sempre a far in modo che i propri obiettvi vengano raggiunti in un tempo limitato e poichè come dice Ian Torek, istriano di nazionalità ungherese, osservatore negli anni per oltre una decina di squadre tra Ungheria, Italia e Spagna, nonchè uno dei primi europei a sbarcare nella nuova Chinese Super League: "è tutto un un do ut des, una forma di mecenatismo interessato, il calcio qui apre le porte per entrare nelle grazie del partito e queste portano appalti e contratti importanti”.

Blogger: Marco Morina

Contatti: marcomorina@ilobyblog.com

Biografia: Chi siamo - Marco Morina


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