Speciale di Halloween: perché si temono i giorni 13 e 17?

Fu in un tetro giorno di fine ottobre che Paolo iniziò a creare un nuovo post per iLoby blog.
Erano le 13 e 17.
E proprio quest'ora gli diede la maledetta e sfortunata ispirazione...
Benvenuti al mio special di Halloween dedicato alla superstizione e alla maledizione, ai numeri tredici e diciassette.

Perché si teme il numero 13?
Se soffrite di triscaidecafobia, siete tra quelli che hanno il terrore del numero 13.
Questo è il numero dei commensali nell’Ultima Cena, il dannatissimo +1 che trasformava la perfetta divisibilità del 12 (per due, tre, quattro, sei) in un obbrobrio non scomponibile, la posizione nel pantheon norrenico di quel subdolo Loki dio degli inganni, falsità, tradimenti. Se poi viene associato al venerdì, si sa, il 13 amplifica esponenzialmente la propria sfortuna e maledizione, riportandoci a venerdì 13 ottobre 1307, quando il re di Francia Filippo IV il Bello fece arrestare in massa per eresia i misteriosi Cavalieri Templari che, si dice, nel mezzo di torture e atroci tormenti pronunciarono tali maledizioni da fare di questo giorno un dì di sventura.
E se qualcuno può anche sorridere o ritenere invece il numero fortunato, gli anglosassoni prendono il tredici molto sul serio. Piani, tasti degli ascensori, aerei e terminal, sedili, inaugurazioni, ecc. non devono mai riportare il numero iellato e maledetto.
Perché pensiamo un attimo a ciò che successe alla sfortunatissima missione spaziale Apollo 13, lanciato alle ore 14:13 (per il fuso orario del Texas, l’orologio del controllo di missione segnava un’ora meno), dal complesso 39 (tre volte tredici)…

Perché si teme il numero 17?
Adesso tocca all’eptacaidecafobia e a voi che evitate come la morte il diciassette.
Se già l’essere un numero primo tra il quadrato del 4 e il doppio del quadrato del 3 lo rendeva inviso ai seguaci di Pitagora, è dai tempi dei superstiziosissimi Romani che il 17 diventa nefasto e maledetto. Sulle lapidi del tempo, il VIXI dell’epigrafe significava contemporaneamente “Vissi” (cioè “sono morto”) e, numericamente, “6+11” o se anagrammato dava come unico maledetto risultato proprio il diciassette.
E vogliamo parlare della bruciante, tragica sconfitta nella Battaglia della foresta di Teutoburgo tra Roma e popoli germanici del 9 d.C.? Tre intere legioni (la 17, 18 e 19) vennero spazzate via, subendo anche l’onta per l’insegna dell’Aquila catturata. Pur avendo recuperato tutti e tre i simboli negli anni successivi, quelle legioni non furono mai più ricostruite.
In più, secondo la Bibbia, nel diciassettesimo giorno del mese iniziò il Diluvio Universale, mentre nella Smorfia napoletana il 17 rappresenta la disgrazia.
Poi se il diciassette cade di venerdì…

E voi, spaventatissimi lettori di questo special di Halloween, diffidate del 13, del 17 o di entrambi?
Paolo finì di controllare il post e qualcosa dentro di lui lo spinse a voltarsi verso l’orologio appeso alla parete.
Le lancette segnavano 17 e 13 minuti.

Blogger: Paolo Pigliafreddo

Biografia: Chi siamo - Paolo Pigliafreddo


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Commenti: 1
  • #1

    Katharine Jeanbaptiste (mercoledì, 01 febbraio 2017 17:50)


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