Incantesimi e matite magiche

Quando ero piccola adoravo la storia del Mago di Oz, mi piaceva farmela leggere sera dopo sera... 

Quando mi addormentavo sognavo scarpette rosse e strade di mattoni gialli, mongolfiere, castelli incantati, pensavo sempre al povero uomo di latta, secondo me era il più sfortunato, come si può vivere senza un cuore? Senza provare emozioni? 

 

Fortunatamente noi non siamo uomini di latta, bè sicuramente qualcuno ha la stessa mancanza dello spaventapasseri, ma per questo dovremmo fare un discorso a parte.

L' importante è che chi più e chi meno sappiamo tutti commuoverci, innamorarci, entusiasmarci per mille diversi motivi.

Se analizziamo le nostre emozioni scopriremo che tutto deriva dall' arte, solamente un artista ci può emozionare, ovviamente nell' accezione più ampia del termine, non si parla solo di quadri, si parla di tutto, l'arte spazia dalla cucina al modo in cui riusciamo ad adattarci alle scelte che la vita prende per noi.

Cosa vi posso dire di più? In questa intervista ci sono matite magiche che disegnano e scrivono storie lontane, niente incomprensibile arte moderna ma disegni chiari che ricordano un'altra epoca, storie che si intrecciano come una lunghissima chioma, calata per voi dalla più alta finestra della torre per farvi conoscere un altro modo di fare arte.

Sembra che tu sia nato con la matita in mano! Già dalle superiori avevi capito la tua strada, hai mai avuto dubbi o tentennamenti?
Ho iniziato a disegnare da bambino e ho avuto la fortuna di non essere stato ostacolato dai miei genitori. Da piccolo scarabocchiavo su fogli e muri di casa, e loro hanno capito che forse era meglio che andassi a disegnare altrove. Hanno assecondato la mia passione facendomi iscrivere prima all’istituto d’Arte di Catania e poi in Accademia.
I dubbi arrivano prima o poi per tutti, quando sei costretto ad affrontare il mondo lavorativo e cerchi di farti spazio tra centinaia di giovani e non, che vogliono fare questo mestiere.
Per un po’ ho smesso, poi ho trovato il mio stile...

Negli anni hai lavorato a molti progetti, quale è quello che ti ha coinvolto ed emozionato di più?
Ogni progetto che affronto, sia commissionato che non, mi emoziona. Questo è mestiere si fa per passione. È come l’inizio di una nuova storia d’amore.
Nelle mie illustrazioni cerco sempre di mettere qualcosa di me e dire quello che non è stato detto, raccontare una storia nella storia. Naturalmente finito un progetto, come quando finisce una storia d’amore, hai un senso di vuoto, anche se poi ci vedi tutti i difetti di questo mondo…
Quello che però mi ha emozionato di più è sicuramente il mio primo albo interamente illustrato e scritto da me: “Moustaches”, edito in Francia dalla Éditions du Lampion e in Italia (con il titolo Mustacchi) dalla Logos edizioni.
Il primo amore non si scorda mai! eh, eh.

Ti occupi anche di corsi per chi vuole apprendere la tecnica del tratteggio a china, come ti trovi nel ruolo di insegnante? Credi che in questo mondo così tecnologico ci sia ancora spazio per le matite?
Ci deve essere assolutamente! tutto quello che è artigianalità credo che debba essere rivalutato. Il tratto caldo e imperfetto di una matita, di un pennino o di un pennello non potrà mai essere sostituito dal digitale!  È nell’imperfezione che ristagna il sudore della ricerca e della passione. Per quanto, oggi come oggi, con una tavoletta grafica e una buona mano, si possono fare cose magnifiche!
Ed è questo che cerco di insegnare ai miei “alunni”.
Cerchiamo sempre di tendere verso la perfezione, la bella composizione o una buona esecuzione della tecnica. Ma se una bellissima illustrazione non ha in sé un messaggio, non comunica nulla, non ti fa sobbalzare dalla sedia e pensare: perché non ci ho pensato prima io? Non hai raggiunto lo scopo, cioè quello di lasciare un segno.
Nei miei corsi cerco di trasmettere la mia esperienza professionale, l’amore e la passione che sono alla base di questo mestiere e di un’illustrazione capace di emozionare.

I tuoi libri sono dei piccoli tesori, che a mio parere ogni persona dovrebbe possedere, mi devi svelare come hai fatto a diventare anche scrittore! Oltre  che a disegnatore, grafico, insegnante….
Con molta fatica! :)
Il fatto è che io ho in mente sempre tante idee, spunti, e non sempre è facile buttarli giù a matita, figurati come può essere trasmetterli a qualcuno che scriva per te!
Non è facile trovare il feeling giusto con uno scrittore, trovare qualcuno che immagini il tuo stesso mondo… lo sto cercando. Anzi se conoscete qualcuno… nel frattempo ho fatto da me.
Leggo molto, prendo spunti, osservo. Non sarà un granché ma sono me stesso.
Per Mustacchi ad esempio mi sono ispirato al “Romanzo in tre righe” di Félix Fénéon: una riga per l'ambiente, una per la cronaca più o meno nera, una per l'epilogo a sorpresa. Lo stesso vale per il mio secondo libro Coiffures.

Cosa speri ti riserverà il futuro? Hai sogni o desideri che non sono ancora stati realizzati? Ma soprattutto.. Dove possiamo trovare i tuoi disegni?
Spero che il futuro mi riservi nuovi progetti e un nuovi tour per le librerie, dove posso avere il confronto diretto con il mio pubblico e vedere se ho lasciato il segno.
Intanto ho in cantiere due albi illustrati e uno di prossima pubblicazione sempre con la Logos.
Il mio sogno nel cassetto è riuscire a dedicarmi totalmente ai miei progetti ed essere ricordato per quello che ho fatto.

Attualmente le mie illustrazioni sono in mostra presso la 255 raw gallery in via T.Tasso 49,c a Bergamo fino al 3 Dicembre.
Se proprio non potete fare un salto fin lì, potete ammirare le illustrazioni nelle mie pubblicazioni.

Ecco i siti dove acquistare i libri mustacchi e coiffures.

Per maggiori informazioni, ecco alcuni video (video 1, video 2, video 3) e il sito di Antonio Bonanno.
Questa è la mail personale: info@antoniobonanno.it

 

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