DONT’ need A TITLE

DON’T NEED A TITLE

E’ iniziata la primavera e il salone del Mobile. Prima tappa, la Triennale dove i playmakers di quest’anno sono: Panerai, Azimut e San Lorenzo, Marinelli Luce e MINI.  Tutti brand di un certo spessore, ma è su quest’ultimo che si concentra la maggior parte dell’attenzione. MINI presenta la mostra Don’t Need A Title che narra la storia di una delle più importanti icone dell’automobilismo per le quali non serve appunto un titolo ma basta il nome MINI. E non solo, in un viaggio esperienziale attraverso il passato, il presente e il futuro. La Mini ha cambiato il mondo delle auto da sempre: è icona di lifestyle, simbolo di stile, osannata da artisti, personalizzata da stilisti, guidata da popstar, dandy, modelle e attori. No importa il modello , il colore, l’età, l’importante è che sia la britannica. La loro mission? Guardare il mondo sempre da nuove prospettive, modificare il concetto di mobilità urbana risolvendo i problemi con intelligenza, creatività e style. Nella mostra è presente anche ciò che sarà il futuro dell’auto motiv ma anche dei rapporti fra i consumatori che mano a mano diventeranno sempre di più dei prosumer, capaci di interazioni molto più strette con l’azienda e creatori di valori condivisi. E allora si apre la scommessa: se le MINI di domani fossero in grado offrire un’esperienza unica e personalizzata pur essendo in comproprietà? La risposta è MINI VISION NEXT 100. In un’ottica di sharing economy la nuova generazione di tecnologie consentirà all’auto di restare sempre “tua”. Alcuni componenti esterni si trasformeranno per adattarsi al proprio gusto e accogliere il conducente con un saluto personalizzato al suo arrivo. Il Cooperize è uno strumento circolare colorato e traslucido, posto al centro dell’auto: è il cuore e la mente della MINI e comunica con il conducente tramite dinamici cambi di colore. Una macchina sempre più social, una “vision car”, capace di mettere in contatto tante persone pur rimanendo custom.