Il quarto capitolo sarà come i tre precedenti? Un resoconto su come potrebbe andare questa stagione NBA

È iniziata la nuova stagione NBA e la domanda è obbligata: «Ancora loro?».

Perché se tutto fa pensare ad una quarta finale consecutiva tra i campioni in carica di Golden State e Cleveland, è anche vero che molte squadre, soprattutto a Ovest, si sono decisamente rafforzate. E alla prima partita Houston ha pure battuto i detentori dell'anello. Ognuno ha la propria trilogia di riferimento, con protagonisti eroi western (la trilogia del dollaro, Sergio Leone e Clint Eastwood), supereroi (Batman), o mafiosi (Il padrino). La nostra si chiama Finali NBA (2015, 2016 e 2017) e vedono come protagoniste assolute Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers.

Nel primo episodio trionfarono i Warriors, il sequel ha visto protagonisti i Cavs e il terzo capitolo ha consacrato l’egemonia dei californiani (Golden State ha casa a Oakland, dall’altra parte della baia di San Francisco).

I detentori dell’anello hanno confermato tutti i personaggi principali (Stephen Curry, Kevin Durant, Klay Thompson e Draymond Green); dall’altra parte i Cavs, accanto a LeBron James, hanno scritturato nomi come Derrick Rose e Dwayne Wade, disposti a recitare una piccola parte pur di garantire un futuro alla trilogia e rimpiazzato Kyrie Irving con Isaiah Thomas (uno scambio con i Boston Celtics).

Vedendo le altre squadre e iniziando dall’Eastern Conference, si nota Boston. Si è detto dello scambio Irving-Thomas, ma si è parlato poco dell’arrivo di Gordon Hayward. Purtroppo per lui la stagione è finita già alla prima partita. Nonostante questo incidente, i Celtics, dopo quasi un mese, sono primi con 12 vittorie e 2 sconfitte (situazione aggiornata al 14 novembre). Cleveland è attualmente nona con 7 vittorie e 7 sconfitte. Le altre squadre non hanno rinforzato granché il roster; la sfida più credibile al potere di LeBron è quella lanciata da Boston.

A Ovest da notare sempre Houston che ha piazzato Chris Paul (strappato ai Los Angeles Clippers) accanto a James Harden, e questo rafforza la candidabilità dei Rockets come prima alternativa a Golden State. Houston attualmente è prima nella Western Conference tallonata dai Warriors. Attenzione anche a Oklahoma City che ha affiancato all’Mvp 2017 Russell Westbrook non solo Paul George ma anche Carmelo Anthony e alla solita San Antonio, che il candidato Mvp (2018) ce l’ha in quel Kawhi Leonard che allenato da Gregg Popovich assicura almeno una cinquantina di vittorie.

Da ricordare gli italiani. Maglie nuove per entrambi, quella dei Clippers per Gallinari, quella degli Hawks per Belinelli, ma prospettive diverse: L.A. punta ai playoff, Atlanta a evitare la maglia nera NBA.

 

Diversi anche gli obiettivi personali: Gallinari ha la chance di ritagliarsi un ruolo importante in una squadra importante, ricominciare a frequentare il basket che conta (i playoffs da metà aprile in poi) e godere anche dei benefici mediatici che esibirsi in un mercato come L.A. comporta. Se deve (e può) salire un ulteriore gradino nella sua carriera, è chiamato a farlo in questa annata.

Belinelli è in quello che nella NBA si chiama contract year: il suo accordo va a scadenza a fine anno ed è quindi realistico che l’azzurro – viste le limitate aspettative di squadra – pensi anche alle proprie cifre e a guadagnarsi un nuovo ingaggio NBA. Non è escluso che Atlanta – intorno a febbraio, quando la stagione avrà già preso una certa piega – possa anche metterlo sul mercato confidando nell’interesse di una squadra da playoff che punti a fare un’aggiunta importante (un tiratore vicino al 40 per cento da tre, esperto e veterano, può tornare comodo). Se succede Belinelli potrebbe ritrovarsi a sorpresa a giocare di nuovo per obiettivi che contano.

Le squadre simbolo di tre grandi città (Los Angeles Lakers, Chicago Bulls e New York Knicks) resteranno ancora un anno relegate nella misera penombra. Non sono più gli anni '80 d’altronde per le franchigie che furono di Magic Johnson, Michael Jordan e Patrick Ewing. 

 

 

Autore: Pietro Rossini

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